In questo tempo che stiamo vivendo, “essere presenti” sembra diventata la cosa più difficile da realizzare per ognuno di noi. Non riusciamo più ad entrare in contatto con quello che sentiamo, dovrebbe essere la cosa più naturale per ogni essere umano, ma sembra che tutto non ci crei più entusiasmo.
Consumiamo continuamente esperienze ma lo facciamo senza essere totalmente presenti e questo ci crea insoddisfazione, e così cerchiamo immediatamente un’altra cosa da fare, qualcosa che sia più coinvolgente, senza comprendere che chi sta sperimentando tutto questo non sono altro che i nostri desideri.
Ogni cosa che creiamo con la nostra mente, prima o dopo ci verrà offerta, perché questo risponde alle leggi della materia, perciò continuiamo ad alimentare tutta una serie di desideri, nostri o di qualcun’altro, senza accorgerci che stanno prendendo tutto lo spazio della nostra vita, fino a diventare a volte delle vere e proprie ossessioni.
Una volta che li abbiamo dato il potere di catturarci, noi non ci siamo più e loro vivono della nostra energia.
Abbiamo dimenticato completamente quella pratica quotidiana che ci permetterebbe di essere noi a guidare la nostra vita, senza tutti quei condizzionamenti che ci tolgono lo spazio per un ascolto profondo, dove poter percepire quello di cui avremmo veramente bisogno per andare avanti.
Forse ci stiamo proteggendo, ma da cosa?
Siamo in un momento di transizione in cui il modello vecchio di vita, quello fondato sul lavoro e sulla collaborazione tra gli esseri umani, sembra non essere più di moda, al suo posto ci stanno “vendendo” l’idea che ognuno può prendersi tutto quello che vuole, a volte anche a scapito degli altri, in una falsa idea di libertà che invece di renderci più felici, ci crea sempre più separazione, rabbia, e dolore.
E’ da questo che ci stiamo proteggendo, da questa aggressività che è stata indotta proprio per separarci, prima di tutto da se stessi e poi dagli altri, non percependo più la frequenza dell’amore, che da sempre, crea benessere è abbondanza.
Non seguiamo più nessuna disciplina, che ci mantenga in contatto con la realtà che si manifesta intorno a noi e di conseguenza non ci accorgiamo in quale tipo di “campo” siamo immersi, completamente impotenti difronte a tutte quelle forze che stanno influenzando il nostro modello di vita.
In un mondo che si sta sempre più sofisticando, abbiamo bisogno di ritrovare quella “presenza interiore spirituale” che può guidarci in questo percorso di guarigione e consapevolezza, ridonandoci la dignità per proseguire il “viaggio sacro” che stiamo compiendo, dove la vita possa ancora sorprenderci.
“Essere Presenti”






